Clicca sul titolo desiderato per leggerne i contenuti
SALUTO DI VERIANO MARCHI
Un doveroso ringraziamento alla commissione Caccia & Pesca della FIARC che, grazie ad un rinnovato vigore e passione, ha lavorato per incrementare i contatti con i gestori delle acque private e ha dato largo spazio all’informativa e la didattica con l’obiettivo di promuovere e divulgare questa disciplina a livello nazionale.
Grazie a questa politica, oggi, tutti gli iscritti hanno una copertura assicurativa RCT contro terzi, rafforzata rispetto al passato, per la specifica attività della pesca con l’Arco. Dedico queste pagine all’amico “Nonno Ugo” grande pescatore, a testimonianza che le passioni, quelle vere, aumentano con il passare degli anni, lasciando un riferimento indelebile alle nuove generazioni.
Veriano Marchi
Spero vivamente che queste pagine siano di aiuto ad ogni appassionato e contribuiscano ad espandere maggiormente la pratica della pesca con l’arco che rappresenta, tra l’altro, un grande allenamento al il tiro “naturale” in quanto necessita di particolare capacità d’intuizione e rapidità di azione.
Un ringraziamento particolare e doveroso all’amico Viotto Graziano di Meda, artista nella lavorazione del cuoio, che mi introdusse a questa pratica nei laghi della Geretta (MI) nella lontana Estate del 1996, fornendomi le basi per il buon esito di questa divertente attività. Vi saluto con un in …. alla Balena
Veriano Marchi
INTRODUZIONE
I luoghi consentiti
La Pesca con l’Arco è vietata nelle acque demaniali interne e in mare in quanto lo strumento “Arco” non rientra nominativamente tra quelli elencati come consentiti. La Pesca con l’Arco può essere praticata solo nelle “acque private” dietro consenso del proprietario e/o gestore.
L’Obiettivo
Il bello e il difficile di questa tecnica di pesca e riuscire a colpire in profondità e a distanza con una freccia sottile, pesante e senza impennaggio, che non abbia, all’impatto con la superficie dell’acqua, alcuna deviazione mantenendo la traiettoria impostata fino al bersaglio. Se non si ottiene questo risultato dagli strumenti utilizzati dobbiamo limitarci solo a tiri molto brevi ed in superficie, con minore successo e soddisfazione.
L’Attrezzatura in commercio
Quanto troviamo in commercio è il frutto di una cultura proveniente dagli U.S.A dove la pesca con l’arco è praticata in larga misura ma quasi esclusivamente su “raw fish”. Sono in prevalenza specie lacustri molto abbondanti, di grossa mole e lente nei movimenti che stazionando vicino alla superficie consentono un facile avvicinamento, anche con la barca.
Di necessità virtù…
Da noi il discorso è completamente diverso, gli unici posti dove si può pescare sono le acque private e le prede sono rappresentate soprattutto da salmonidi come la trota fario, l’iridea e il salmerino, di varie misure e peso. Queste rappresentano un bersaglio ambito per la piccola stazza, la velocità di movimento, la profondità del tiro e, cosa molto importante, apprezzabili da un punto di vista alimentare. Per ottenere dei buoni risultati dobbiamo mettere in conto una particolare messa a punto tra i vari componenti che costituiranno la nostra attrezzatura (arco-mulinello-filo-freccia-punta) che può richiedere anche modifiche specifiche “ad hoc” ma soprattutto passione, tempo e tanta pazienza.
TECNICHE DI PESCA
Quando la luce subisce una deviazione passando da un mezzo fisico ad un altro con diversa densità, cambiando la velocità di propagazione, avviene il fenomeno della rifrazione che ci obbliga a tirare più in basso di dove visualizziamo la nostra preda.
Questa misura metrica di difficile estimazione è la chiave di un buon tiro e varia non solo per la profondità, ma anche per la distanza di tiro.
A parità di profondità ma diversa distanza si ha un cambiamento dell’angolo di rifrazione e viceversa.
Da questa considerazione si comprende l’infinità di variabili che la mente dell’arciere pescatore deve analizzare prima di scoccare una freccia. Per fortuna è anche sconcertante come si riesca, dopo alcune frecce “sempre troppo alte” ad eseguire istintivamente ogni valutazione e correggere propriamente l’alzo.
Nella fase iniziale di questa pratica, anche un arciere esperto può provare una sorta di frustrazione, ma questo non deve meravigliare ne scoraggiare.
Ogni preda mancata è un dato ben preciso per il nostro hard disk mentale, mentre la velocità di apprendimento è strettamente legata alla ripetitività nei tiri.
Con le frecce propriamente messe a punto per il vostro arco, vedrete degli spilli scomparire in acqua senza spruzzi, potrete essere molto accurati, ma soprattutto la vostra attrezzatura vi consentirà un divertimento totale in quanto non avrete limiti di misura per la cattura se non quelli imposti dal regolamento interno del lago.
Note Particolari
Consiglio vivamente di non indossare anelli ne orologio sul braccio dell’arco.
Il filo di nylon trecciato che trovate in dotazione con quasi tutti i mulinelli non funziona correttamente in quanto assorbe acqua e tende ad attorcigliarsi togliendo velocità alla freccia e rallentando la procedura di recupero. Può essere riutilizzato per le legature sulla freccia.
Per quanto ad oggi sperimentato, il migliore risultato si ottiene con un buon monofilo da pesca.
Personalmente uso uno 0,40 mm. di diametro.
Una volta posizionata la freccia sulla finestra dell’arco il filo viene messo in tensione bloccandolo, senza rischio che possa impigliarsi.
Al momento della trazione, dopo aver premuto il pulsante posteriore di sblocco, uscirà dalla bobina solo quello che effettivamente viene richiesto dall’allungo.
NORME DI SICUREZZA
La pratica in sicurezza è una condizione essenziale per garantire l’affermazione, la continuità storica e legale di un’attività che avviene in ambienti ed aree aperte al pubblico.
Gli incidenti accadono quasi sempre per IGNORANZA o SUPERFICIALITA’.
La prima si contrasta con la conoscenza e la seconda con l’attenzione ai particolari.
Un breve elenco di consigli tecnici, scaturiti dall’esperienza, spero possano essere d’aiuto a quanti, soprattutto i neofiti, si avventureranno in questa pratica:
1- Il filo presente nel mulinello deve essere avvolto mantenendolo in tensione al fine di impedire che le spire si sovrappongano in modo anomalo causandone il blocco e la conseguente rottura al momento che viene richiamato dalla freccia.
2- Il carico di rottura del filo presente nel mulinello deve essere elevato ma dimensionato per STRAPPARSI nel caso la sua uscita venga bloccata da un mal funzionamento o dovuta all’errato avvolgimento sulla bobina. Questo per escludere l’effetto molla che farebbe tornare indietro la freccia con evidenti problemi per l’incolumità dell’arciere.
3- Il braccio e la mano che tengono l’arco devono essere privi di ogni oggetto su cui il filo in uscita potrebbe impigliarsi.
4- L’ARCO DEVE SEMPRE ESSERE TESO MANTENENDO LA PUNTA DELLA FRECCIA VERSO IL BASSO, MAI IL CARICAMENTO DOVRA’ AVVENIRE PARTENDO DA UNA POSIZIONE ORIZZONTALE O PEGGIO DALL’ALTO.
5- Negli specchi d’acqua particolarmente ristretti un’attenzione estrema deve essere rivolta ai tiri distanti dove inevitabilmente si tende ad alzare l’arco. Se la riva opposta è frequentata bisogna rinunciare al tiro.
MULINELLO, FILO, ACCESSORI
La velocità di ripetizione del tiro è molto importante poiché quello che non accade in una intera giornata si può realizzare in pochi minuti e in quel breve periodo tutta l’attrezzatura ed il vostro cervello diventano roventi.
Per tale motivo consiglio il mulinello a bobina fissa con recupero veloce, questa versione denominata “Spinner” è la più usata sugli archi per le sue doti di praticità, velocità d’uso e sicurezza.
Esistono in commercio mulinelli “dedicati” alla pesca con l’arco e i più famosi, con garanzia di ottima qualità costruttiva sono i seguenti:

